LAVAGGIO

 

Il lavaggio del materiale va necessariamente  effettuato nei casi in cui gli inerti lapidei presentano una percentuale di sporco (terra di qualsiasi genere) che lo rende non idoneo all’uso ed alla relativa vendita.

Il lavaggio può essere effettuato con due metodologie completamente diverse tra loro: se lo sporco non è eccessivo il materiale viene lavato dopo la frantumazione, all’atto della selezione sul vaglio vibrante che, tramite un apposito impianto docce, irrora tutto il flusso degli inerti con acqua nebulizzata che cattura ed ingloba le particelle di impurità (terra) e le convoglia separatamente allo scarico del macchinario.

Ovviamente il materiale così ottenuto risulta miscelato tra particelle fini di sabbia e di terra e risulta impregnato d’acqua pertanto per poter essere stoccato e venduto va adeguatamente “sgocciolato”: il ciclo di lavaggio sopra descritto prevede oltre la vaglio vibrante con impianto docce un macchinario idoneo allo sgocciolamento che è rappresentato da una recuperatrice scolatrice a tazze ovvero da un idrociclone.

Viceversa quando il materiale è veramente sporco è molto difficile,  e comunque non economicamente conveniente, procedere direttamente alla frantumazione senza aver prima effettuato  il preventivo lavaggio vero e proprio per mezzo di  un’abbondante flusso d’acqua che sia immesso insieme a tutti gli  inerti  in uno dei seguenti macchinari: lavatrice sfangatrice a pale, a coclea o a botte.

Questi macchinari, da  scegliere  in base alle specifiche esigenze produttive,  sono in grado di lavare adeguatamente il materiale eliminando gran parte dello sporco presente nel misto da frantumare.